Quello che non dovresti mai raccontare a un'IA
Un prompt non è un diario. Insegna a tuo figlio quali dati restano fuori e come chiedere la stessa cosa senza fare nomi.
Gli adolescenti scrivono all'IA come scrivono a un amico: nomi, luoghi, dettagli. Il problema è che una chat con un'IA non è una conversazione privata tra due persone. Ciò che digiti può essere salvato su server e, a seconda del servizio, usato per addestrare i modelli futuri. La regola è semplice: un prompt non è un diario.
Questo non entra in un prompt
- Nome e cognome, indirizzo o telefono, tuoi o di altri.
- Il nome della tua scuola, i tuoi orari o i tragitti abituali.
- Password, codici o dati bancari, mai e per nessun motivo.
- Foto di altre persone, soprattutto minorenni, senza il loro permesso.
- Dettagli intimi sugli amici: i loro problemi, la loro salute e i loro segreti non sono tuoi da condividere.
Come raccontare lo stesso, ma senza dati
- Di' 'un mio amico' o 'una persona della mia classe' invece del nome vero.
- Usa nomi inventati e dichiaralo nel prompt: 'i nomi sono di fantasia'.
- Togli o cambia i dettagli che non contano per la domanda: la città, la classe, la data esatta.
La risposta dell'IA sarà utile lo stesso, perché quasi mai ha bisogno di sapere chi è chi. E il test rapido prima di inviare: se ti darebbe fastidio che quel testo lo leggesse uno sconosciuto, o che finisse appeso in bacheca a scuola, riscrivilo senza i dati.
Domande frequenti
L'IA salva tutto quello che scrivo?
Dipende dal servizio e dalle tue impostazioni, ma dai per scontato che possa essere salvato. Da qui la regola pratica: non scrivere mai nulla di cui non vuoi perdere il controllo.
E se mio figlio ha già condiviso dati personali?
Niente drammi: rivedete insieme le impostazioni sulla privacy del servizio, cancellate la cronologia se si può e fissate le regole da oggi. L'abitudine conta più del singolo errore.