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Sicurezza Pubblicato il 1 de agosto de 2026 ·2 min di lettura

Due usi dell'IA diventano vietati nell'UE il 2 dicembre 2026

Il regolamento europeo sull'IA aggiunge due divieti che riguardano immagini manipolate di persone identificabili. Che cosa dice davvero il testo, e che cosa cambia per una famiglia, e che cosa no.

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Il 2 dicembre 2026 diventano applicabili due nuovi divieti del regolamento europeo sull'IA. Poco testo, molta portata, e vale la pena leggerlo con calma, perché circolano versioni esagerate in entrambe le direzioni.

Che cosa viene vietato

L'articolo 5, l'elenco delle pratiche vietate, riceve due nuovi punti. Il primo vieta i sistemi di IA che generano o manipolano immagini, video o audio realistici in cui una persona identificabile è rappresentata in modo intimo, senza il suo consenso esplicito. Il secondo vieta i sistemi destinati a generare materiale pedopornografico.

Entrambi stanno sul livello sanzionatorio più alto del regolamento, lo stesso del punteggio sociale: fino a 35 milioni di euro o il 7 per cento del fatturato mondiale.

Che cosa non viene vietato

Qui sta il punto che quasi sempre si perde. Il regolamento aggiunge due paragrafi che restringono la portata. L'immissione sul mercato è vietata solo quando quella generazione è la finalità prevista del sistema, oppure quando è un risultato ragionevolmente prevedibile e riproducibile e il sistema non dispone di salvaguardie tecniche ragionevoli. E l'uso è vietato solo quando chi lo impiega lo utilizza a quel fine.

In altre parole: non è un divieto generale dei generatori di immagini. Colpisce le applicazioni costruite per questo e quelle che lo consentono senza alcuna barriera.

Che cosa cambia per una famiglia

Sul lato dell'offerta, parecchio. Le applicazioni che si pubblicizzano proprio per questo non possono più essere offerte né usate nell'UE, e passano nella categoria che le autorità perseguono con più mezzi.

Sul lato del telefono che sta in casa, poco, ed è meglio dirlo con onestà. Una norma europea non cancella ciò che è già installato né ciò che gira nelle chat. Toglie l'offerta dal mercato e dà una base chiara per segnalare. Non impedisce che compaia.

La parola che serve in casa

Consenso. La norma non parla di gusto né di intenzione, ma di un'autorizzazione libera, specifica, informata, inequivocabile ed esplicita della persona rappresentata. È un criterio che un adolescente capisce senza leggere il regolamento, e vale per una foto di classe come per un fotomontaggio: la domanda non è se faccia ridere, ma se la persona ritratta abbia detto sì.

Quella conversazione serve più del divieto, perché arriva prima. La legge interviene quando qualcosa esiste già. La domanda sul consenso interviene mentre qualcuno ha ancora la mano sopra il pulsante.

Fonti

Domande frequenti

Da quando si applica?

Dal 2 dicembre 2026. I due nuovi divieti hanno una data propria dentro il regolamento, successiva a quella del resto del capitolo.

Vieta i generatori di immagini in generale?

No. Il regolamento restringe la portata in modo esplicito: riguarda i sistemi la cui finalità è questa, o che prevedibilmente lo consentono senza salvaguardie ragionevoli, e chi li usa a quel fine.

Serve a qualcosa se l'app sta fuori dall'UE?

Toglie l'offerta dal mercato europeo e dà una base a una segnalazione. Non fa sparire ciò che già circola, ed è meglio non prometterselo.

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