ChatGPT rende stupidi i ragazzi? Cosa dice lo studio del MIT e cosa no
Lo studio esiste, viene dal MIT Media Lab e gira ovunque con il titolo che ChatGPT rincretinisce. Non ha partecipato nemmeno un bambino: 54 adulti tra i 18 e i 39 anni, e il gruppo che lo firma chiede espressamente che nessuno usi la parola stupido.
Arriva nella chat di classe sempre nello stesso formato: uno screenshot, un titolo in maiuscolo e la sigla MIT. E lo studio esiste, si intitola Your Brain on ChatGPT ed è di un gruppo del MIT Media Lab. Quello che quasi nessuno ha aperto sono le sue 216 pagine, perché dentro non c'è nessun bambino: ci sono 54 adulti di cinque università di Boston che scrivono temi di 20 minuti con una cuffia di elettrodi in testa.
Cosa è stato fatto esattamente
- 54 partecipanti tra i 18 e i 39 anni (media 22,9), studenti di MIT, Wellesley, Harvard, Tufts e Northeastern.
- Tre gruppi: uno scriveva con ChatGPT, uno con un motore di ricerca, il terzo solo con la propria testa.
- Tre sessioni, in ognuna un tema di 20 minuti su un argomento preso dal SAT, il test di ammissione all'università negli Stati Uniti.
- Una quarta sessione a ruoli invertiti: chi aveva usato ChatGPT scriveva senza niente, chi aveva scritto senza niente usava ChatGPT. A quella quarta sessione si sono presentate 18 persone.
- Il tutto nell'arco di quattro mesi, con una cuffia da 32 elettrodi che registra quanto le aree del cervello comunicano tra loro mentre si scrive.
Cosa è venuto fuori
Tre cose, e tutte e tre riguardano i temi, non l'intelligenza. La connettività cerebrale era più forte nel gruppo che scriveva da solo, intermedia con il motore di ricerca e più debole con ChatGPT. Il gruppo di ChatGPT faceva più fatica a citare una frase del proprio testo pochi minuti dopo averlo consegnato. Ed era quello che sentiva meno il tema come suo. La parte che nessuno inoltra è la quarta sessione: chi aveva scritto tre volte per conto suo e ha usato ChatGPT solo alla fine ricordava meglio e mostrava un'attivazione simile a quella del gruppo del motore di ricerca. L'ordine conta, ed è questo il dato utile per una famiglia.
Please do not use the words like 'stupid', 'dumb', 'brain rot', 'harm', 'damage'
È la risposta letterale del gruppo alla domanda se si possa dire che l'IA ci rende stupidi. Il lavoro è un preprint: è su arXiv da giugno 2025, la versione attuale è di dicembre 2025 e, secondo gli autori, la revisione tra pari è in corso e richiederà mesi. I limiti li elencano loro stessi: pochi partecipanti, una sola zona geografica, solo ChatGPT e solo temi. Nessun finanziamento esterno. Quindi il titolo non regge, ma il risultato sì, ed è più scomodo del titolo: quello che lasci fare prima alla macchina non ti resta.
L'unica regola che esce dallo studio
Prima tu, poi l'IA. Non è un divieto, è un ordine. Tema, problema, riassunto, qualunque cosa: dieci minuti di tentativo tuo su carta o in un documento vuoto, e solo allora si apre la chat per confrontare, correggere o farsi criticare. In casa sta in una frase che vale anche per gli adulti: l'IA si apre con qualcosa di già scritto. La mail alla scuola, la lista della spesa, il messaggio difficile: prima la bozza propria. Se i genitori la rispettano, la regola si discute molto meno.
Tre frasi per parlarne con tuo figlio adolescente
- Quello studio non dice che sei stupido né che lo diventerai: dice che 54 universitari ricordavano peggio un tema scritto con ChatGPT. Leggilo con me se vuoi.
- Quello che dice è che l'ordine conta: chi ha scritto prima da solo e ha usato l'IA dopo ricordava meglio. È l'unica cosa che ti chiedo, l'ordine.
- Fai la prova tu: scrivi un paragrafo con l'IA e uno senza, e domani prova a citare una frase di ciascuno. Poi mi racconti.
Fonti
- Your Brain on ChatGPT, Kosmyna et al., preprint su arXiv (v2, 31 dicembre 2025)
- Domande frequenti del gruppo dello studio, brainonllm.com
- Pagina del progetto, brainonllm.com
- L'IA come compagna di studio, non come bigliettino
- Aiutare con i compiti senza farli: tre prompt per i genitori
- L'interruttore con cui ChatGPT non ti dà la risposta
Domande frequenti
Lo studio del MIT dimostra che ChatGPT rende stupidi i ragazzi?
No. Non ha partecipato nessun bambino, solo 54 adulti tra i 18 e i 39 anni; ha misurato temi di 20 minuti, e il gruppo dello studio chiede espressamente che nessuno usi parole come stupido o danno. Ha trovato una connettività cerebrale più debole e un ricordo peggiore del proprio testo nel gruppo che scriveva con ChatGPT.
Lo studio è stato sottoposto a revisione tra pari?
Al 4 settembre 2026 è ancora un preprint su arXiv, in una seconda versione di dicembre 2025. Gli autori dicono che la revisione tra pari è in corso e che le conclusioni vanno prese come preliminari.
Quale regola pratica esce dallo studio?
Prima tu, poi l'IA. Nella quarta sessione, chi aveva scritto prima senza aiuto e usato ChatGPT dopo ricordava meglio. In casa: dieci minuti di tentativo proprio prima di aprire la chat, anche per gli adulti.